Il momento più buio è quello poco prima dell’alba …

Qualsiasi cosa tu stia vivendo ricorda che è “per te”, non “contro di te”: ascolta il richiamo della vita …

“Il richiamo della vita può essere una stretta allo stomaco, un senso di disagio o un malessere, il segnale che ti fa capire che qualcosa non va e ti fa venire voglia di non esporti e di rimanere nascosto. A volte può diventare così acuta questa sensazione che sembra quasi non finisca mai. Oppure può essere qualcosa che indossi sempre e di cui non ti accorgi più, perché ormai è diventata una parte di te.

Se hai momenti in cui ti vergogni di te stesso, ti senti confuso, incompreso o inutile, significa che sei vivo perché sei in contatto con il richiamo della vita, quella parte profonda che urla dentro per reclamare la tua attenzione. Lascia che il tuo richiamo venga ascoltato, in primo luogo da te, perché è te che chiama, è te che desidera contattare e incontrare. É la tua salvezza, la tua “ambulanza interiore” che viene a riscattarti. É quella parte saggia che sa cosa desidera il tuo cuore e, quando sente che vai nella direzione opposta, richiama la tua attenzione con tutti i mezzi possibili: tristezza, noia, insoddisfazione, nervosismo, crisi, malattia e tutto ciò che non ti fa sentire bene. Ascoltare il richiamo della vita è un atto di lealtà e coraggio nei confronti di te stesso. Col tempo apprezzerai quei momenti di gelo, dove niente sembra aver senso, perché ti permettono di scoprire una forza opposta: la parte di te che desidera benessere e libertà da emozioni negative e da situazioni frustranti.

Quando vai giù, sempre più in basso, stai generando quell’energia che ti darà poi la forza di risalire e creare la tua spirale di emozioni positive. Quanto più in basso sei sceso, tanto più in alto puoi volare: andando giù hai semplicemente accumulato l’energia per la risalita. Non è stato un male andare giù, non giudicarti per questo, è stato quello di cui avevi bisogno per desiderare di volare ancora.

Il significato della paura è di farci amare ancora di più la vita, è un indicatore di quanto teniamo alle cose: dove incontriamo la paura, scopriamo anche l’amore, ciò che ci sta a cuore. Sta a noi scegliere se focalizzarci sulla paura o sull’amore, perché sono due facce della stessa medaglia e se scegliamo l’amore, scompare la paura e se scegliamo la paura, scompare l’amore. Non possono esistere contemporaneamente: se è presente l’una, è assente l’altra. La paura è spesso la porta d’accesso secondaria per l’amore: spesso dobbiamo arrivare a provare una grande paura (della perdita, dell’abbandono o del rifiuto di qualcuno) per realizzare quanto amore proviamo per una persona. La paura è anche una porta d’accesso secondaria per i desideri: magari non sappiamo cosa vogliamo, ma di solito sappiamo sempre che cosa non vogliamo. Quindi partendo da ciò che non vogliamo, simboleggiato e manifestato dalle paure, possiamo risalire a ciò che vogliamo, simboleggiato e manifestato dai desideri. Quando individuiamo i desideri a partire dalle paure, e non dalle aspirazioni, è perché siamo abituati a focalizzarci sull’assenza, più che sulla presenza delle cose. E la paura spesso rappresenta proprio questo, il timore di non avere ciò che vogliamo.

É sano vivere la rabbia, perché spacca quella cortina di ferro impenetrabile chiamata depressione. Quando liberiamo la rabbia e non la intrappoliamo più, permettiamo all’energia vitale di scorrere, e questo ci permette di sentire di nuovo la vita. Quando ci sentiamo depressi, non si muove più niente dentro, eccetto la rabbia silenziosa e inconscia che coviamo contro noi stessi. Tutto sembra immobile e sterile, le nostre sensazioni sono prive di vita e niente ha senso, fino a quando non sciogliamo il rancore accumulato, che si trasforma in energia vitale.

Non sei nato per soffrire e vivere nel dolore, il tuo desiderio di nascita è ben altro e la vita ha trovato un mezzo per comunicartelo: le emozioni. Le tue emozioni sono la guida, la mappa per incontrare i tuoi desideri, guidandoti verso la felicità. Quando senti che qualcosa soffoca dentro di te, perché è diventato vecchio e scontato come un’abitudine, urla! Non lasciare che quell’urlo di vita si strozzi dentro di te, per paura che nessuno lo ascolti. Hai sempre un’altra possibilità finché senti il richiamo della vita. Non credere che non serva a niente sentire ciò che senti, vivere ciò che vivi e pensare ciò che pensi. La difficoltà maggiore è se non provi qualcosa, se ti abitui a non sentire più perché credi che la vita sia una delusione: è li che abbandoni te stesso e ti lasci andare nel baratro dell’inutilità e della disperazione. Quando non senti più, non sei più vivo perché quella fiamma dentro di te ha smesso di vibrare: ma si è solo spenta, puoi sempre riaccenderla.

Tratto da “La spirale delle emozioni”

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