Affrontare situazioni inaspettate o momenti difficili può sconvolgerci emotivamente e non solo: è una reazione naturale, nel senso che ci lasciamo toccare dalle emozioni e lasciamo anche che esse ci parlino in qualche modo.

E’ giusto darsi un tempo per vivere questa situazione-terremoto, non c’è da allontanarla subito, sminuirla o mimetizzarla con altri colori.

E’ bene viverla con l’intensità con cui sentiamo di viverla, perché il momento presente è importante e non possiamo evitarlo, facendo finta che non ci abbia toccato, rinnegandolo.Le emozioni anzi servono proprio a questo: a darci un’indicazione di come percepiamo la realtà e dell’effetto che ha su di noi. La lettura che possiamo dare a ciò che abbiamo vissuto, è qualcosa che viene dopo, non possiamo anteporla. Prima c’è da vivere pienamente l’esperienza e una volta passata l’onda emotiva che l’accompagna, possiamo fare meglio chiarezza sulle corde che ha toccato, sul significato che ha per noi e su come possiamo trasformarla in qualcosa che ci fa bene, anziché considerarla qualcosa che ci fa male.

Imparare a vedere ciò che di buono ci ha portato, è un’arte, esattamente come l’apprezzamento. E come tutte le arti, si può apprendere. Se l’apprezzamento ci invita a scovare qualcosa che ci dà sollievo, che ci piace e ci suscita sentimenti positivi, trasformare gli eventi è qualcosa che gli assomiglia molto.

Quando la tempesta è passata, si tratta di scorgere ciò che resta nelle acque calme del mare, ciò che adesso c’è e magari prima non c’era. Un’attitudine diversa, un senso rinnovato della propria identità, una maggiore forza interiore o sicurezza, qualsiasi cosa. Di sicuro dopo un’esperienza di contrasto -per quanto difficile possa sembrare- abbiamo le idee più chiare perché ciò che non vogliamo ci aiuta a definire meglio ciò che vogliamo. Abbiamo sempre questa possibilità, perché in tutto possiamo trovare ciò che non ci piace e ciò che ci piace.

Quindi è bene ogni tanto ricordare che tutte le situazioni, anche quelle di cui faremo volentieri a meno, hanno la potenzialità di regalarci qualcosa di buono, che magari non vedremo subito, ma impareremo ad apprezzare col tempo, dopo che avremo preso più distanza dall’emotività dell’accaduto. Ecco cosa intendiamo dicendo che possiamo trovare il lato positivo in tutto:

“Che significa essere adottato? Chiese un bambino. “Significa -disse la bimba- che tu cresci nel cuore della tua mamma invece di crescere nella sua pancia.”

Questa visione -così naturale e vera- difficilmente viene considerata, eppure è ciò che di più vero possiamo dire riguardo all’adozione. La risposta della bambina ha spazzato via in un attimo tutte le comuni credenze limitanti sul tema dell’adozione. Ha colto il lato di luce, senza aver bisogno di menzionare altro. L’adozione di colpo diventa qualcosa di magnifico, non è più un tabù che tratta le difficoltà o i disagi del bambino e delle famiglie in causa. Mette in luce solo il desiderio da cui scaturisce -l’amore- la risposta a qualsiasi domanda.

Dare significati diversi significa creare un futuro diverso perché così ci apriamo la strada verso infinite possibilità. E la chiarezza può aiutarci a dare significati diversi a ciò che viviamo, perché ci permettere di discernere e dare valore a tutto quello che viviamo.

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